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giovedì 7 giugno 2018

Tecnica dell’ancoraggio: esercizio

Oggi vi propongo un esercizio utile per utilizzare la tecnica dell’ancoraggio di cui abbiamo parlato qui.


Scegliete una situazione molto piacevole della vostra vita, un momento in cui vi sentivate sicuri di voi stessi. Cercate di rivivere le sensazioni, ascoltane i rumori e percepire gli odori, immaginando e visualizzando mentalmente ogni dettaglio.
Mentre state rivivendo questa esperienza stringete il pugno più forte che potete. In questo modo avviene un ancoraggio tra uno stato d’animo molto positivo e la forte stretta della vostra mano. Ripetere almeno tre volte fino a quando basterà stringere il pugno per trovare la sensazione di sicurezza. E quando vi troverete in difficoltà, stringete il pugno con la stessa intensità e vi sentirete subito molto meglio!

venerdì 23 marzo 2018

Le strategie per arrivare dove desideriamo

Una parte importante della programmazione neuro linguistica riguarda le strategie, ovvero quali azioni intraprendere per raggiungere una meta che ci siamo prefissati. Possiamo avere strategie consapevoli o inconsapevoli.


Per esempio in una strategia consapevole per mettersi a dieta una persona può immaginare sé stessa come sarà fisicamente quando avrà raggiunto il peso desiderato. Accompagnata a questa immagine interna sentirà anche la sensazione che proverà al raggiungimento della meta. A questo punto, sempre immaginando, comincerà a operare un confronto tra l’immagine di sé stessa in partenza e quella del peso raggiunto e desiderato. Se tutto la farà sentire bene ecco che potrà iniziare la dieta e un percorso corretto. 

venerdì 14 novembre 2014

Come possiamo usare la critica

Esiste una possibilità incredibile: possiamo imparare tantissimo dalle critiche. Il trucco è trovare il lato positivo nascosto nella critica. In ogni critica, infatti, c’è un'opportunità di miglioramento. Per esempio, se la critica fosse: “Scrivi sempre le stesse cose sui tuoi post”, io, come reazione, potrei cercare di incrementare la varietà dei contenuti del mio blog.


A volte può accadere di subire una critica sterile, ma l’opportunità di imparare è sempre presente. Il lato essenziale da non dimenticare, in questi casi, è che esiste sempre l’opportunità di rimanere umili!

venerdì 17 ottobre 2014

Come affrontare il feedback negativo

Sarebbe meglio parlare di critiche e non di feedback negativo. Una critica, infatti, può essere costruttiva, cioè tendere ad ottenere un miglioramento di un dato comportamento: è specifica e tiene conto di entrambi gli interlocutori. Certamente quando riceviamo una giudizio il nostro amor proprio può sentirsi danneggiato, ma il modo migliore per gestire una critica costruttiva è quello di ammettere i propri errori, fornire spiegazioni, ed essere disponibili ad eventuali suggerimenti. Questo ci permetterà di mantenere una buona relazione con gli altri e di restare aperti anche ai feedback negativi.

La critica distruttiva invece è generalizzata, è rivolta alla persona nella sua identità e totalità e non è diretta ad un comportamento specifico. Queste critiche tendono a ferire e a far sentire gli altri inadeguati. In questo caso la prima mossa è prendere le distanze dalle propri emozioni, cioè occorre lasciare andare quelle emozioni negative che ci fanno sentire attaccati e feriti. A quel punto è bene chiedere chiarimenti, per esempio degli esempi reali e affermare con chiarezza che avere un determinato comportamento non significa essere un certo tipo di persona. Infatti le critiche distruttive hanno, per chi le pone, un significato soggettivo, ovvero tendono a generalizzare un certo tipo di comportamento estendendolo a tutta la persona. 


Ecco un esempio: critica “Ecco la spazzatura è ancora qua, sei proprio un menefreghista”; risposta: “È vero ho dimenticato la spazzatura, ma questo non vuol dire che sono un menefreghista”. Con un po’ di abilità potreste imparare anche a trovare una risposta umoristica per gestire la critica. Per esempio ad una critica come: “Oddio cosa hai fatto ai tuoi capelli?”, una possibile risposta umoristica potrebbe essere “Visto!? Una litigata pazzesca tutta la notte con ognuno di loro!”.
L’importante è allenarsi a prendere distanza dalle proprie emozioni. 

venerdì 28 marzo 2014

Consigli di lettura: leadership e visione creativa

Nel libro di Robert Dilts, Leadership e visione creativa, Guerini editore, potete trovare ampia descrizione approfondita dell’esercizio che ho proposto settimana scorsa.


Un testo che si basa sull'imparare ad auto-osservarsi e sfruttare le proprie naturali capacità di leadership e di comunicazione, per, come cita il sottotitolo, creare un mondo al quale le persone desiderino appartenere. Lo consiglio caldamente.

venerdì 21 marzo 2014

Prepararsi a parlare in pubblico II

Abbiamo brevemente introdotto l’argomento della possibilità di porre domande a se stessi per affinare la preparazione di performance che richiedono di parlare in pubblico. Ecco un esercizio che io utilizzo da anni e che trovo molto utile.



Il giorno prima di iniziare un corso o una presentazione in pubblico, spesso svolgo questo esercizio. Sedete su una poltrona comoda, chiudete gli occhi e immaginate di aver terminato la vostra performance. Godetevi l’immagine di un pieno successo, con le persone davanti a voi soddisfatte e il vostro viso colmo di soddisfazione. Ora prestate attenzione se affiora qualche dubbio: in caso positivo ascoltate questo dubbio e usate le vostre risorse per sconfiggerlo. Continuate così per ogni dubbio che appare.
Ora immaginate l’ambiente dove svolgerete la vostra performance, descrivete dentro di voi tutti i comportamenti e i vari passaggi necessari alla prestazione e di seguito le capacità che utilizzerete per attuare quei comportamenti. Contemporaneamente domandatevi quali sono le convinzioni che permettono tutto questo e i valori più importanti che sostengono la struttura. Ora siete all’ultima fase e dovete rispondere alla domanda: “Chi sono io quando faccio tutto questo?”. Questo è solo un esempio di allineamento dei vari stadi della vostra performance che vi permetterà di essere in perfetta armonia con voi stessi.

giovedì 7 febbraio 2013

Come si costruiscono gli esercizi: parte terza

Dopo i post precedenti ecco ancora qualche idea sulla costruzione degli esercizi.
Un’esercitazione molto interessante di tipo deduttivo è quella di dividere i partecipanti in sottogruppi di circa 6/7 persone.
 
In seguito potete dare ad ogni gruppo il compito di eleggere un leader ed un ambasciatore.  Successivamente potete fargli svolgere un compito oppure farli discutere su quale metodo hanno utilizzato per le elezioni, magari fornendo una traccia di discussione. In seguito potete guidarli nel ragionare sulle aspettative che sentono rispetto ai loro manager. Insomma sul debriefing vi potete sbizzarrire!

giovedì 24 gennaio 2013

Come costruire esercizi: parte seconda

Abbiamo iniziato a  trattare il tema della costruzione degli esercizi qui con un primo esempio. Ecco oggi vi propongo un’idea per un meeting di circa 180 persone. È una situazione in cui mi sono trovata che mi creava qualche difficoltà. I partecipanti, oltre ad essere molto numerosi, erano seduti come fossero al cinema (disposizione con cui io non amo lavorare). Cosa fare?


Ho cercato 12 foglietti di colori diversi in modo da assegnare ad ogni gruppo un colore differente. Ho distribuito i foglietti colorati a caso tra i partecipanti. Ecco i 12 gruppi formati. Si dovevano cercare tra di loro e oltre ad essersi divertiti molto si sono anche sgranchiti le gambe a trovarsi con il loro colore in mano. Successivamente ogni gruppo ha eletto un capogruppo a cui ho consegnato una busta con le informazioni e le istruzioni per il gioco. Alla fine i capigruppo sono saliti sul palco ed hanno presentato il lavoro svolto dal loro gruppo.

venerdì 18 gennaio 2013

Senza fili

Seguendo le evocazioni partite dall’esercizio usato come esempio settimana scorsa, ecco una barzelletta divertente e che non c’entra quasi niente! J
 
 
Il commesso spiega il funzionamento di un telefono senza filo: "Questo ha una portata di 100 metri". Il possibile cliente risponde: "Ah, allora posso telefonare solo a quelli del palazzo di fronte?"

giovedì 10 gennaio 2013

Come costruire esercizi: parte prima

Nel lavoro di formatore uso, come già ho raccontato ed approfondito, spesso giochi ed esercizi, con vari obiettivi e diverse modalità. Possiamo trovare vari libri che ci guidano con esercizi e giochi già pronti, ma può essere, utile per un buon formatore, sapere come inventarne di nuovi. Questo sia per creare e strutturare esercizi su misura delle proprie esigenze, sia per poter improvvisare giochi nel caso dovessimo fronteggiare degli imprevisti.
Innanzitutto si comincia con la domanda: Quale obiettivo mi prefiggo? L’esercizio dovrà essere deduttivo o induttivo? Oppure dev’essere un esercizio che verifichi una parte del corso svolto? Ecco un esempio.



Se l’obiettivo è far agire l’ascolto, si può far raccontare qualcosa ad una persona che poi dovrà riferire il contenuto al gruppo. Semplice, ma se volessimo aggiungere un’altra abilità potremmo anche far decodificare il linguaggio non verbale di chi parla per verificare la congruenza e per capire lo stato d’animo di chi racconta. Inoltre, nel momento della verifica, è anche possibile far emergere quanto è stato davvero detto e quanto invece è stato “interpretato” dall’ascoltatore.

Avete sperimentato qualcosa di simile?
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