martedì 30 luglio 2013

Consigli di lettura

Quest’anno vi consiglierò un libro un po’ particolare. Un consiglio per non lavorare né pensare durante le ferie, quindi un suggerimento di puro divertimento, anche se apre nuove possibilità per la mente. Abbiamo visto delle illusioni ottiche qui, allora ecco un libro intitolato: L’occhio magico, illusioni a tre dimensioni, Editrice Armenia 2000.
E’ una raccolta di immagini che ad occhi normali appaiono come immagini colorate senza “senso” (stereogrammi), ma utilizzando delle tecniche di concentrazione e visualizzazioni descritte nel libro, si coprono figure nascoste tridimensionali.


Ecco l’esempio di una immagine chiamata stereogramma, in cui è possibile riuscire a scorgere un veliero.
Con questo vi auguro buona estate! Ci rivediamo qui a settembre!

mercoledì 24 luglio 2013

Punti di vista


"Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse. «Spacco pietre» disse il primo. «Mi guadagno da vivere» rispose il secondo. «Partecipo alla costruzione di una cattedrale» disse il terzo." Peter Schultz

giovedì 18 luglio 2013

La creatività nel quotidiano

Abbiamo già parlato di creatività legata al lavoro di formatori, ma la creatività potrebbe e dovrebbe essere il pane quotidiano di ogni individuo. Per esempio attraverso  la capacità di guardare le situazioni da molteplici punti di vista e l’allenamento a cercare nuove soluzioni.


Anche nelle relazioni con gli altri sarebbe importante usare la creatività come risorsa a nostra disposizione. Quando siamo in conflitto con qualcuno e, per esempio, siamo convinti di “essere dalla parte della ragione” può essere utile iniziare a porsi nuove domande per trovare le possibili ragioni dell’altro. Mettersi nei panni dell’altro non solo in termini razionali, ma come gioco della mente, come una nuova possibilità e arricchimento. Per usare la nostra mente in questa direzione occorre uscire dalle nostre rigidità. Non è facile, ma è sicuramente possibile e vi assicuro altamente liberatorio.

venerdì 12 luglio 2013

Uno strumento ciceroniano

Cicerone nel trattare dell’arte oratoria sottolinea l’importanza di usare varie figure retoriche. Il formatore in aula dovrebbe, a mio avviso, usare metafore, esperienze dirette ed analogie. È essenziale prepararsi attraverso un lavoro di ricerca che consiste nel conoscere, almeno a grandi linee, di che cosa si occupano i partecipanti, se di una stessa azienda, cercando anche informazioni sul loro sito internet. Questo è fondamentale per possedere un linguaggio adeguato e costruire delle analogie il più possibile vicine all'esperienza di lavoro dei partecipanti. “Parlare di loro con loro.” In questo modo si sentiranno accolti e capiti.


In contrapposizione quello che è definito il formatore “classico” è descritto come asettico, quasi privo di emozioni ed empatia con l’aula. Al contrario io preferisco parlare di me, della mia vita e delle mie esperienze. Attenzione non è una parentesi al corso o una digressione, bensì è un modo per costruire metafore aderenti agli argomenti che sto trattando. Quindi il mio metodo e consiglio è quello di prepararsi dei piccoli aneddoti utili per comunicare con quella parte delle persone più emozionale e più inconscia.
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