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venerdì 13 maggio 2016

Gestire le proprie emozioni

Gestire le proprie emozioni rappresenta, spesso, la porzione più difficile della vita. A mio parere gestire le proprie emozioni vuol dire, prima di tutto, divenire consapevoli di sé, sapere cosa genera un’emozione, infatti significa capire di cosa, le emozioni, mi stanno parlando e qual è la situazione che mi provoca la suddetta emozione. Solo così inizierò a gestirle, senza subirle o cercare di controllarle. L’idea dominante della società è che, in qualche modo, è necessario controllare le emozioni. Oltre al fatto che è spesso una missione difficile, il controllo può portare alle somatizzazioni: gastriti, emicranie, colon irritabile, cervicale ecc. 


Capire cosa mi stanno comunicando le emozioni è fondamentale. La sensazione fisica di partenza, una volta conosciuta, permette di sapere cosa sta accadendo in modo da lasciar fluire l’emozione. Riconoscendo, inoltre, ciò che provoca l’emozione è possibile, se l’emozione è positiva, ricercare lo stimolo mentre, se l’emozione è negativa, evitare il più possibile la situazione che la provoca.

venerdì 8 aprile 2016

Emozioni e ragione

Proseguiamo nella trattazione del tema delle emozioni, iniziando a tratteggiare velocemente le principali famiglie in cui è possibile classificarle in modo schematico.

Collera: furia, sdegno, risentimento, ira, esasperazione, indignazione, irritazione, animosità, fastidio.
Tristezza: pena, dolore, cupezza, malinconia, disperazione, depressione.
Paura: ansia, timore, preoccupazione, tensione, spavento, terrore.
Gioia: felicità, godimento, contentezza, beatitudine, divertimento, estasi, soddisfazione, euforia, esaltazione.
Amore: accettazione, benevolenza, gentilezza, fiducia, affinità.
Sorpresa: stupore, meraviglia.
Vergogna: imbarazzo, rammarico, mortificazione, colpa.


Ci sono le emozioni e c’è il pensiero, c’è la vita emozionale e quella della ragione e solo nella misura in cui l’una e l’altra concordano e si conciliano, è possibile avvicinarsi alla conoscenza di se stessi e ai problemi esistenziali senza eccessivi squilibri. Riconoscere l’importanza conoscitiva delle emozioni non significa negare il senso e il valore della ragione. Non c’è, del resto, un pensiero che possa fare a meno di una dimensione emozionale perché la ragione astratta riesce a cogliere solo alcuni aspetti del reale e non vede altri elementi che, nondimeno, sono parte integrante del modo di vivere e di sentire di ciascuno di noi.
Per queste ragione, a mio parere, diviene importante cercare di essere il più possibile consapevoli delle proprie emozioni.
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