venerdì 4 aprile 2014

Non sei adatta a questo lavoro

Fin a qualche anno fa le società di formazione eseguivano una prova d’aula per selezionare i nuovi formatori da assumere. Quindi radunavano una ventina di professionisti e chiedevano loro di eseguire e presentare una performance di circa un’ora. I colleghi fungevano da partecipanti. Questa prassi è la stessa che ho trovato nel mio percorso per divenire trainer di Pnl di cui ho già raccontato.



All'inizio della mia carriera, durante una prova d’aula presso una società di formazione, sebbene avessi ricevuto feedback positivi da parte dei miei colleghi, mi dissero che quel lavoro non era adatto a me. In quell'occasione le persone erano sedute lungo un interminabile tavolo a forma di ferro di cavallo. Io preferisco la relazione diretta con i partecipanti e così feci la mia performance camminando avanti e indietro lungo il corridoio del tavolo, avvicinandomi di volta in volta ad ogni partecipante. Di conseguenza quando transitavo in avanti lasciavo le spalle ai primi partecipanti e viceversa tornando indietro. Nella vecchia scuola di formazione questo non poteva essere accettato.

A volte i contesti tradizionali faticano ad accettare cambiamenti ed innovazioni. Io ho continuato il lavoro di formazione che mi ha donato tanti riconoscimenti e soddisfazioni e credo di poter dire che il mio stile, lontano dalle pratiche tradizionali, è ciò che ora è più apprezzato delle mie caratteristiche professionali.

2 commenti:

  1. Acchiappa Sogni4 aprile 2014 14:20

    Grande Patty!!!Ieri ho portato dalla pediatra uno dei miei piccoli, una dottoressa fuori dal comune (sa come prendersi cura dei veri pazienti: i genitori).
    Nella sala d'attesa dello studio ho notato dei libri di pnl e così da una semplice domanda si è aperto un mondo. Mi ha raccontato dei suoi studi di pnl e del tentativo fatto all'iniZio della sua carriera di applicarla ai pazienti. Era partita con grande entusiasmo e poi ha mollato: "provi a spiegare a 2 genitori che le ripetute tonsilliti del figlio potrebbero essere collegate a qualcosa che lui non riesce ad esprimere!"; Così ho pensato noooo che peccato, ma ora leggendo te capisco che in fondo lei non ha mollato ha solo rielaborato, ecco perché è come te una professionista tanto apprezzata! Forse lei avrebbe bisogno di sentirselo dire!!!

    RispondiElimina
  2. Ciao Acchiappa Sogni. L’uso della pnl non è semplice, soprattutto in contesti come quello della medicina. I pazienti si aspettano una diagnosi ed una cura congruenti con il contesto. La pediatra ha a che fare con i genitori, che di fronte ad interpretazioni che riguardano la loro relazione con i figli possono sentirsi colpevolizzati e così non accettare questo punto di vista. Non è facile per un genitore farsi domande sulla relazione con i propri figli. Comunque se questa dottoressa è brava, anche se non usa in modo consapevole la pnl, ne usa la parte relazionale più importante. Forse sarebbe carino se magari tu glielo dicessi.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...