domenica 6 dicembre 2009

CRISI PARTE II

Come già vi avevo detto (e avete certamente notato) in Italia durante i periodi di crisi le aziende effettuano il primo taglio sulla formazione, che viene considerata da tutti un optional. In effetti sembra ovvio in un settore che arriva a risparmiare sulle persone smettere di investire nella formazione.
Al contrario negli Stati Uniti o nei paesi del Nord Europa è proprio e soprattutto nei tempi di crisi che si scommette in ambito formativo.

La formazione è concepita come momento di motivazione e di ripreparazione, individuale ed aziendale, in modo da essere pronti quando nel mercato ci sarà la ripresa. Questa scelta parte proprio da presupposti diversi. Infatti la formazione è vissuta come elemento fondante del clima aziendale, da cui non si può prescindere. Non come in Italia dove rappresenta qualcosa in più di cui si può fare a meno (come Cenerentola prima di incontrare la fata).




E a voi come stanno andando le cose? Cosa fate per superare la crisi? Avete avuto tagli sulla formazione? Raccontate!

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2 commenti:

  1. gianfranco bertasi15 gennaio 2012 09:40

    In questo momento, nel quale le aziende pretendono che le persone siano prima funzionali al progetto e poi efficaci nel portarlo avanti non fanno nulla per creare le condizioni affinchè le persone raggiungano almeno il primo step. E' possibile che un ragionamento cinico le porti a pensare che sul mercato le persone funzionali si possano già reperire formate. Il problema però è soprattutto italiano per il fatto che noi siamo costantemente in ritardo nella crescita e quindi impegnati in una continua rincorsa. Ai manager italiani è richiesto di colmare questa distanza nel più breve tempo possibile e quindi il tempo per che richiede la formazione è visto come ostacolo al raggiungimento dell'obiettivo. Si vuole tutto e subito senza comprendere che così risulta impossibile. Negli altri stati, sopratutto nel nord Europa, inoltre, il mercato del lavoro è strutturato in modo completamente diverso tanto che per chi perde il posto di lavoro sono previsti percorsi di formazione adatti alla sua ricollocazione in tempi brevi. I motivi quindi, in Italia, sono strutturali e la buona volontà dei singoli potrà in parte supplire queste distorsioni, ma non sconvolgere l'attuale quadro.Un saluto a tutti. Gianfranco.

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  2. Gianfranco ti ringrazio del tuo commento preciso e puntuale, che approfondisce ancora meglio le mie riflessioni e spiega puntualmente i motivi della situazione italiana in merito alla formazione. Il finale è sacrosanto : nulla può l’individuo. Per mio carattere vorrei però avere una speranza: insieme ad altri almeno si prova. Don Chisciotte è un mio eroe.
    Ciao :)

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