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giovedì 4 ottobre 2018

Yoga della risata di Elisa De Meo

Lo scorso fine settimana ho partecipato a un seminario di yoga della risata. Il corso è organizzato e tenuto da Elisa De Meo. Potete leggere la sua storia, i dettagli della sua proposta e il calendario dei prossimi corsi sul suo sito web qui.
Ho scelto di partecipare a questo corso come forma di aggiornamento continuo necessario al mio lavoro, per trovare nuovi input ed energia creativa e poi perché mi piace ridere (ormai lo sapete).

Mi sono sentita in parte “a casa”, infatti la teoria presentata includeva autori e contenuti simili a quelli che anch’io propongo sia durante il corso sull’umorismo sia all’interno del libro. Con gioia, però, ho fatto una scoperta incredibile che rappresenta una grande differenza con il mio percorso: a questo seminario si ride e si ride senza un motivo.
Così abbiamo trascorso due giorni guidati da una fantastica insegnante, a ridere ridere senza motivo. Spesso sono stati proposti esercizi che contribuissero alla risata, intervallati da esercizi di respirazione di derivazione yogica. Mi è piaciuto molto questo superamento del livello cognitivo, in quanto qui è il corpo che conduce. Gli esercizi proposti, inoltre, sono stati molto istruttivi. Tutto ciò che mi è piaciuto è anche ciò che ho imparato: abbandonare per qualche tempo la dominanza della mente. E ancora di più come sia fondamentale integrare mente e corpo all’interno del percorso sull’umorismo.
Le mie impressioni a caldo in un brevissimo video qui.


Ho intenzione di usare quello che ho imparato nella pratica del mio lavoro, per esempio desidero proporre alcuni esercizi di risata senza senso e senza stimoli al prossimo corso sull’umorismo. Penso che questo permetterà di utilizzare il proprio corpo in modo più flessibile. Ci potranno essere imbarazzi e riserbi, ma mi auguro di poter far superare la timidezza iniziale per ridere usando il corpo e non la mente cognitiva.

lunedì 27 maggio 2013

Le capacità del formatore: parte prima

Sono distinguibili in tre le capacità del formatore: sapere, saper fare, saper essere.
Sapere significa possedere le conoscenze e le nozioni che si apprendono attraverso lo studio e l’informazione continua. A tal proposito sono essenziali continui aggiornamenti.
Saper fare ovvero quello che viene usato del bagaglio conoscitivo appreso.
Saper essere per un formatore è ciò che dimostra di se stesso mentre applica le conoscenze acquisite.

 
 
La sintesi, data dalla mia esperienza, perciò arricchibile con esperienze e conoscenze successive è, per quanto concerne le macro aree riguardanti il sapere, la seguente :
- psicologia e comunicazione
- psicosociologia dei gruppi
- sociologia del lavoro e dell’organizzazione
- apprendimento degli adulti
- linguistica
- pnl
- sistemica
- problem solving e creatività
I primi tre punti fanno parte dell’ambito delle discipline tradizionali. Nel prossimo post vedremo nei dettagli quali sono le capacità collegate al saper fare e al sapere essere.

Voi aggiungereste qualcosa? Cosa?

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