venerdì 7 luglio 2017

Speranza al bivio


«La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta» Tiziano Terzani

lunedì 3 luglio 2017

Pre-iscrizioni corso umorismo ottobre Milano

Sono aperte le PRE-ISCRIZIONI per il corso sull’UMORISMO che si terrà il 13/14/15 ottobre a Milano
Potrò accogliere solo 12 persone, quindi se siete interessati è meglio effettuare la pre-iscrizione scrivendo a patrizia.rovati@alice.it

NOTA BENE C’è tempo fino a VENERDÌ 7 LUGLIO



Grazie!

venerdì 30 giugno 2017

Gli allievi arrivano: parte I

Ho ritrovato un breve scritto del lontano 2003, lo propongo in quanto mi sembra possa essere interessante.


 Gli allievi arrivano, sono all’inizio di un lungo percorso, lungo per questi tempi, dove spesso i seminari di formazione durano due o tre giornate. Simili, come durata, ai percorsi personali nati con la new-age.
Gli allievi arrivano attraverso un rituale che li carica di attese: iscrizione, colloquio motivazionale, pagamento di una cifra sostanziosa ecc.
Cosa cercano, cosa vogliono e cosa non vogliono?
Gli allievi arrivano e alcuni iniziano subito ad entusiasmarsi, si innamorano di questo strano modello, la pnl, si invaghiscono del gruppo, della magia di un sapere che inizia con il saper fare e chiedono al trainer un saper essere.
Gli allievi arrivano e cercano una soluzione alla sofferenza che si portano dentro e fuori, cercano il miglioramento di sé stessi, degli altri, di contesti lontani e separati.
Gli allievi arrivano e vogliono un trainer come un guru, vogliono avere un modello cui avvicinarsi, da modellare o da amare, quindi tendono a cercare una perfezione nel trainer, una perfezione globale.
Trainer o guru? Formatore o terapeuta? Si confondo e ci confondono, e noi?

Presto la seconda parte.

venerdì 23 giugno 2017

Bla, bla, bla


«Metà della popolazione mondiale è composta da persone che hanno qualcosa da dire ma non possono. L’altra metà da persone che non hanno niente da dire e continuano a parlare» 
Robert Frost

venerdì 16 giugno 2017

La comunicazione assertiva: i tre comportamenti principali

Nel precedente post abbiamo introdotto la comunicazione assertiva.
I teorici dalla comunicazione assertiva hanno studiato il modo in cui le persone comunicano tra loro su vari livelli e hanno individuato tre tipologie di comportamento principali: passivo, aggressivo e assertivo.


Il comportamento passivo è attento agli altri, influenzato e condizionato dagli altri, il suo obiettivo è di ricevere amore così tende a compiacere gli altri per ottenere questo vantaggio inconsapevole.
Il comportamento aggressivo, al contrario, è attento solo a sé, prevarica gli altri, usa modi distruttivi e il suo obiettivo è rappresentato dal potere.
Il comportamento assertivo, invece, è attento sia a sé sia agli altri, usa modi gratificanti sia verso sé sia verso gli altri e l’obiettivo è il successo di sé insieme agli altri.

Occorre, dunque, saper comunicare le proprie emozioni, saper esprimere parere contrario senza aggredire, sapersi auto-apprezzare e avere consapevolezza delle proprie emozioni.
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