lunedì 6 febbraio 2017
Corso umorismo a marzo in Sicilia
Gli amici
siciliani si sono messi in moto per organizzare un corso
sull’umorismo: nei giorni 24/25/26 marzo a Palermo. La sede è ancora da definire, ma io ho
già il biglietto aereo. Chi fosse
interessato mi scriva in privato (patrizia.rovati@alice.it).
venerdì 3 febbraio 2017
Allenamento e fragilità
"Allenare
significa affrontare una serie infinita di sfide: la maggior parte di esse ha a
che vedere con la fragilità dell'essere umano"
venerdì 27 gennaio 2017
Il coach: introduzione
Quasi 20
anni fa si cominciava a parlare di coaching
anche in azienda. Il coaching venne
introdotto in quanto considerato un nuovo metodo per fare formazione “fuori
dall’aula” e in modo più congruente con una realtà aziendale incentrata anche
sulla crescita individuale.
La parola
inglese coach significa allenatore,
infatti alla maggioranza delle persone la prima idea che appare alla mente è una persona capace di osservare, sostenere un atleta e,
anche, migliorare le prestazioni del coachee
(l’allenato).
Coach nello sport, quindi, è chi imposta
l’apprendimento, sprona il miglioramento continuo dell’atleta, motivandolo e
guidandolo.
Anche nel
contesto della formazione il compito del coach
è quello di accompagnare l’allenato da un punto di partenza a un punto di
arrivo, riconoscendo e utilizzando le potenzialità, le qualità e le capacità
del coachee.
venerdì 20 gennaio 2017
venerdì 13 gennaio 2017
Creatività e cambiamento: parte seconda
Un pensiero o una fantasia divengono
creativi quando assumono la consistenza di un oggetto, di una forma o di un
costrutto. Il processo creativo, si può così riassumere in quattro fasi. La
prima è la preparazione, che riguarda la percezione del problema o della situazione
che si intende analizzare. Questa fase è molto importante infatti è bene
ricordare che “la risposta è una conseguenza della domanda”.
La seconda fase prevede l’applicazione
di una tecnica, basata, per esempio, sull’associazione di idee. Questa fase,
inoltre, è collegata a un periodo di sedimentazione, dove è necessario
allontanarsi dalla ricerca e lasciare che la mente produca collegamenti in modo
inconsapevole.
La terza fase consiste nel riprendere il
tutto in un nuovo momento di una scoperta, dove è possibile trovare
una soluzione che soddisfi.
La quarta fase, invece, riguarda la
possibilità di attuare l’idea.
È bene,
allora, concedere spazio nell’azienda e nel gruppo di lavoro ad atteggiamenti
aperti verso l’ambiente, cercando anche di sviluppate la tendenza a lasciarvi
attirare da ciò che è sconosciuto. È possibile, per esempio, organizzare
momenti di creatività, dove vengano affrontati problemi e situazione definite,
la cui durata non dovrebbe superare le due ore, con un conduttore capace di
stimolare i presenti che dovrebbero essere al massimo una decina. L’aspetto
fondamentale è l’assenza di qualsiasi giudizio, unico elemento che non può essere
presente in un incontro creativo.
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