Un breve articolo circa il parlare in pubblico edito sul sito del CTC di Bologna: ecco!
Buona settimana! :-)
martedì 15 marzo 2011
giovedì 10 marzo 2011
Creare emozioni: come fare?
Avevo parlato di cosa significhi creare emozioni qui, oggi accennerò al metodo ottimale per riuscirvi.
Come fare? Prima di tutto il formatore deve conoscere e “sentire” quel tipo di stato d’animo, poi anche deve utilizzare il proprio corpo e la propria voce per creare quella situazione e quell’atmosfera. Il veicolo più semplice sono i racconti metaforici. Possono essere episodi personali o racconti favolistici, insomma tutto ciò che può contenere gli elementi che volete trasmettere. Anche i contenuti sono importanti, cioè quelle convinzioni e valori che ricalcano quello che il formatore vuole significare con un risultato preciso.
Per esempio se mi accorgo che le persone sono in “confusione” posso narrare della mia esperienza diretta di uno stato simile.
Per ottenere un effetto occorre però creare un ambiente relazionale dove le persone si sentano accolte, ascoltate e comprese. E’solo la relazione lo spazio dove si può far nascere quella emozione, quello stato che permetterà ai partecipanti un apprendimento oltre i contenuti.
Per voi è facile entrare in relazione nell’ambito formativo o sentite che dovete ancora lavorarci?
Fonte immagine
Come fare? Prima di tutto il formatore deve conoscere e “sentire” quel tipo di stato d’animo, poi anche deve utilizzare il proprio corpo e la propria voce per creare quella situazione e quell’atmosfera. Il veicolo più semplice sono i racconti metaforici. Possono essere episodi personali o racconti favolistici, insomma tutto ciò che può contenere gli elementi che volete trasmettere. Anche i contenuti sono importanti, cioè quelle convinzioni e valori che ricalcano quello che il formatore vuole significare con un risultato preciso.
Per esempio se mi accorgo che le persone sono in “confusione” posso narrare della mia esperienza diretta di uno stato simile.
Per ottenere un effetto occorre però creare un ambiente relazionale dove le persone si sentano accolte, ascoltate e comprese. E’solo la relazione lo spazio dove si può far nascere quella emozione, quello stato che permetterà ai partecipanti un apprendimento oltre i contenuti.
Per voi è facile entrare in relazione nell’ambito formativo o sentite che dovete ancora lavorarci?
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lunedì 28 febbraio 2011
Emozioni e tempo
"Senza emozioni il tempo è solo un orologio che fa tic-tac... "
Dal film Equilibrium
Dal film Equilibrium
Il film non mi ha fatto impazzire, ma ho trovato questa frase fantastica anche per la sua semplicità
Buon lunedì a tutti/e!
lunedì 14 febbraio 2011
Creare emozioni: cosa significa
Per essere un buon formatore non è sufficiente trasmettere contenuti ed informazioni, ma è necessario anche essere partecipativi e far partecipare imparando ad utilizzare al meglio anche la comunicazione non verbale.
Creare emozioni vuol dire più propriamente creare “stati d’animo”. Fare accedere le persone a quegli spazi interni dove la parte più razionale viene superata da quella emozionale. Questo permette di “apprendere” in una dimensione più olistica. Le emozioni, semplificando sono sensazioni cui diamo un nome: gioia, tristezza, etc. Gli stati d’animo sono un insieme di elementi che partendo dai nostri sensi creano quel particolare stato interno quali per esempio fiducia, attenzione, leggerezza.
Usiamo come esempio una pellicola cinematografica. Un film è spesso costruito per far entrare lo spettatore in quella particolare emozione. Per ottenere questo vengono usate immagini, suoni. Tutto costruito per guidare lo spettatore in quella sensazione/emozione voluta dal regista/autore.
Con le proprie capacità fisiche (movimenti, modulazione voce, uso delle pause) il formatore può ottenere qualcosa di simile.
Nel prossimo post parlerò di alcuni metodi che ci aiutano a creare emozioni nel contesto dell’aula.
Giocando al gioco degli estremi voi siete tra quelli che devono allenarsi ad aumentare la propria partecipazione emotiva oppure siete coloro che devono imparare a smorzare un eccessivo coinvolgimento?
Creare emozioni vuol dire più propriamente creare “stati d’animo”. Fare accedere le persone a quegli spazi interni dove la parte più razionale viene superata da quella emozionale. Questo permette di “apprendere” in una dimensione più olistica. Le emozioni, semplificando sono sensazioni cui diamo un nome: gioia, tristezza, etc. Gli stati d’animo sono un insieme di elementi che partendo dai nostri sensi creano quel particolare stato interno quali per esempio fiducia, attenzione, leggerezza.
Usiamo come esempio una pellicola cinematografica. Un film è spesso costruito per far entrare lo spettatore in quella particolare emozione. Per ottenere questo vengono usate immagini, suoni. Tutto costruito per guidare lo spettatore in quella sensazione/emozione voluta dal regista/autore.
Con le proprie capacità fisiche (movimenti, modulazione voce, uso delle pause) il formatore può ottenere qualcosa di simile.
Nel prossimo post parlerò di alcuni metodi che ci aiutano a creare emozioni nel contesto dell’aula.
Giocando al gioco degli estremi voi siete tra quelli che devono allenarsi ad aumentare la propria partecipazione emotiva oppure siete coloro che devono imparare a smorzare un eccessivo coinvolgimento?
giovedì 3 febbraio 2011
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